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La Redazione La Redazione - 20 dicembre 2008

Interrogazione parlamentare di Barbato (IDV)

Presentata il 19 dicembre 2008, sulla gestione finanziaria dell'ente
BARBATO. -

Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze.

- Per sapere – premesso che:

la fondazione Enasarco è un organismo di diritto privato che persegue finalità di pubblico interesse nel settore della previdenza obbligatoria, dell’assistenza, della formazione e qualificazione professionale degli agenti e rappresentanti di commercio;

dal bilancio consuntivo 2007 Enasarco risulta che la voce «Obbligazioni e structured bond» sia aumentata da un anno all’altro di circa 133 milioni di euro e complessivamente essere pari ad 1,4 miliardi di euro su investimenti complessivi in titoli per 1,7 miliardi (pari a più della metà del patrimonio mobiliare complessivo); risulta altresì che in strumenti «sicuri» per antonomasia, quali ad esempio i titoli di Stato, nel 2007 siano stati investiti solo 39 milioni di euro e, confrontando i dati del 2006, sostanzialmente rimangano pressoché uguali;

la Fondazione ha nel proprio portafoglio mobiliare una nota derivante dall’operazione di ristrutturazione del portafoglio – iniziata durante il commissariamento e finalizzata nel mese di novembre 2007 – garantita dalla fallita banca statunitense Lehman Brothers;

Enasarco è proprietaria al 100 per cento di un portafoglio diversificato di quote di «fondi di fondi» (pari a circa 780 milioni di euro), inserito nella società Anthracite Rated Investments Limited con sede alle Isole Cayman, amministrata da un trustee della banca HSBC; il periodico l’Espresso del 13 novembre 2008 descrive la società Anthracite testualmente come «un virus della finanza globale»;

in relazione al portafoglio, la società Anthracite ha stipulato una serie di contratti di copertura e di finanziamento con società del gruppo Lehman Brothers, tra cui un contratto di garanzia di protezione del capitale volto a garantire il capitale investito. La fondazione Enasarco ha comunicato di voler ristrutturare completamente l’investimento, trasferendo gli asset di Anthracite in nuove obbligazioni a capitale protetto, stipulate con più di una banca, in modo da realizzare una maggiore diversificazione delle garanzie e minimizzare i rischi di credito;

la Fondazione, tra i diversi istituti bancari che si sono presentati, ha selezionato la banca elvetica Crédit Suisse per subentrare a Lehman nel ruolo di garante del capitale a scadenza e da notizie di stampa risulterebbe che gli stessi funzionari che in Lehman avevano curato i rapporti con Enasarco abbiano trovato collocazione proprio in Crédit Suisse. Da indagini giornalistiche risulterebbe inoltre che l’advisor della Fondazione (professor Daniele Pace, scelto dall’allora commissario della Fondazione Giovanni Pollastrini) abbia consigliato i vertici Enasarco di investire circa 20 milioni di euro in un fondo (Futura) in cui risulta abbia rivestito egli stesso nel recente passato il ruolo di Consigliere di gestione, avendo una partecipazione attiva in tale Fondo; il professor Pace ad oggi riveste l’incarico di Consigliere di sorveglianza del Fondo stesso, costituendo un evidente caso di conflitto di interessi. Ad oggi risulta che la Fondazione abbia investito per circa 6,5 milioni di euro in Futura. L’advisor è lo stesso che ha consigliato Enasarco relativamente a Lehman Brothers e successivamente a Credit Suisse;

nel processo di selezione di fund managers a cui l’Enasarco intende affidare la ristrutturazione del proprio portafoglio mobiliare, la Fondazione ha previsto che tale attività si concentrerà prevalentemente tra le altre cose sulla conoscenza diretta ed aggiornata dei team di gestione e non farà affidamento esclusivamente sull’utilizzo di database riguardanti le serie storiche di performance di differenti società di gestione, e che la prassi sarà quella di operare selezioni personalizzate da parte di una commissione di gara composta da 5 membri tra cui lo stesso advisor;

nel maggio 2007 è stato sottoscritto un accordo programmatico di risanamento della fondazione Enasarco presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale al fine, tra le altre cose, di porre rimedio alle criticità del bilancio attraverso provvedimenti tesi a ridurre le spese inutili, ad aumentare la resa del patrimonio, stanti le risultanze del bilancio tecnico e l’analisi attuariale da cui discende una sostenibilità finanziaria dell’ente fino al 2017 (circa 10 anni quindi) e non almeno trentennale, come previsto dalla vigente normativa;

il presidente dell’Enasarco Brunetto Boco, in una recentissima intervista all’interno della trasmissione televisiva Ballarò, ha confermato ancora una volta la decisione della Fondazione Enasarco di vendere l’intero patrimonio immobiliare – per tentare di far fronte al gravissimo squilibrio finanziario evidenziato dal bilancio tecnico attuariale – con l’obiettivo di realizzare una plusvalenza di un miliardo e mezzo di euro e di investire il ricavato della vendita in Borsa, mentre oggi tutti gli analisti di mercato a fronte della gravissima crisi finanziaria globale concordano nel consigliare di «tenere» il mattone piuttosto che investire in titoli, azioni ed obbligazioni;

ad oggi alcun documento ufficiale della Fondazione dettaglia in quali strumenti finanziari l’ente investirà il presunto ricavato della vendita degli immobili -:

se i Ministri interrogati, in base alle proprie competenze, non intendano alla luce di quanto sopra evidenziato:

a) verificare la congruità rispetto alla mission dell’Enasarco del piano di investimenti adottato dalla Fondazione, fortemente sbilanciato a favore di bond strutturati, strumenti solitamente ad alto rischio e di non facile identificazione;

b) accertare chi siano i tecnici finanziari che hanno suggerito all’ente sia la costruzione dell’attuale portafoglio mobiliare sia la sua successiva ristrutturazione che, stando alle dichiarazioni del Presidente dell’ente Brunetto Boco, si renderà necessaria a brevissimo termine per diminuire il profilo di rischio;

c) verificare quanto costerà alle casse della Fondazione questa operazione di ristrutturazione;

d) verificare quali fossero le caratteristiche contrattuali, soprattutto in tema di costi e durata della garanzia prestata da Lehman e verificare quale sia l’effettivo proprietario del portafoglio diversificato di «fondi di fondi» inserito nella società Anthracite Rated Investments Limited;

e) verificare se l’emittente del suddetto portafoglio di fondi sia italiano o comunitario o di Paese terzo e di quali strumenti di controllo sull’andamento dei fondi si avvalga l’attuale consiglio di amministrazione dell’Enasarco, considerati i precedenti respinti tentativi di costituire una struttura interna dedicata al controllo dei propri investimenti;

f) se non ritengano necessario richiedere all’Enasarco un prospetto dettagliato di tutti gli investimenti in essere al fine di acquisire un parere tecnico sia sul rischio/rendimento dei suddetti investimenti, sia sull’opportunità dell’utilizzo di strumenti finanziari ad alto rischio da parte di un’istituzione il cui scopo non deve essere quello di conseguire il più alto rendimento possibile, ma assicurare un rendimento certo che permetta di assolvere alla propria funzione istituzionale;

g) verificare i profili di responsabilità dell’eventuale inerzia da parte degli organi della Fondazione preposti al controllo (collegio sindacale) relativamente al succitato caso del conflitto di interessi dell’advisor, sia come soggetto avente un ruolo nel fondo prescelto, sia nella veste di membro della commissione esaminatrice dei fondi che l’Enasarco avrebbe poi individuato;

h) verificare se nella scelta di Crédit Suisse siano stati rispettati tutti i doverosi criteri di trasparenza, di rispetto del principio di concorrenza tra operatori bancari, della tutela degli interessi della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio;

i) verificare se la procedura deliberata dalla Fondazione per la scelta dei fund managers rispetti il principio di totale assenza di conflitto di interessi del giudicante nei confronti del giudicato, con particolare riferimento alla posizione dell’advisor ed ai metodi di selezione individuati, tra cui spicca la conoscenza diretta ed aggiornata dei team di gestione e se non sia invece doveroso ed opportuno il ricorso ad una gara pubblica di selezione europea;

l) bloccare il progetto di vendita dell’intero patrimonio immobiliare in assenza di certezze e garanzie sui risultati di un’operazione che, così com’è stata avviata, rischia di compromettere in modo irreversibile il già gravissimo squilibrio finanziario evidenziato inequivocabilmente dall’ultimo bilancio tecnico.(4-01956) ”

Per Federagenti, l’investimento di cifre consistenti in obbligazioni e bond strutturati mal si adatta al portafoglio mobiliare di un ente di previdenza quale è Enasarco, visti i rischi conseguenti e la nota turbolenza dei mercati. Non vorremmo essere facili profeti, ma il rischio di restare con un pugno di mosche in mano è alto.