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La Redazione La Redazione - 18 dicembre 2008

Interrogazione parlamentare di Barbato (IDV)

Presentata il 17 dicembre 2008, sui "Silenti"
BARBATO. -

Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

- premesso che:

la legge istitutiva dell’Enasarco, così come modificata dalla successiva normativa, prevede che la categoria degli agenti e rappresentanti di commercio, unica in Europa, debba versare obbligatoriamente, in aggiunta alla normale contribuzione Inps che fa carico a tutti i lavoratori autonomi, anche i contributi alla stessa Fondazione Enasarco che gestisce una forma di previdenza complementare;

il regolamento di previdenza della Fondazione Enasarco prevede che la pensione degli agenti e rappresentanti di commercio possa essere erogata solo a chi abbia maturato vent’anni di contribuzione e compiuto 65 anni di età, se uomo e 60, se donna;

risultano moltissimi gli agenti di commercio iscritti alla Fondazione che, avendo trasformato il proprio rapporto di lavoro o avendo intrapreso in ritardo l’attività non riescono a maturare i 20 anni di anzianità contributiva;

l’articolo 36 del vigente regolamento prevede in tal caso la possibilità di trasferire il 30 per cento dei contributi versati soltanto qualora il trasferimento avvenga in altri fondi di previdenza integrativa obbligatoria che non sono contemplati dal nostro ordinamento e sono in contrasto con la normativa in vigore per la previdenza complementare;

il combinato disposto di questa anacronistica ed iniqua regolamentazione comporta che più di 100.000 iscritti all’Enasarco, avendo superato i cinque anni di anzianità contributiva ma non avendo maturato i 20 anni di anzianità, vengano privati di qualsiasi prestazione nonostante siano stati obbligati per legge a versare detti contributi con l’aggravante che non potranno farli valere in nessun altro fondo a meno di ricorrere, avendone i requisiti, all’istituto della prosecuzione volontaria presso l’Enasarco che è estremamente costoso e niente affatto conveniente;

i contributi versati in virtù di un preciso obbligo vengono ad avviso dell’interrogante proditoriamente, incamerati dalla fondazione in difformità dalle leggi che tutelano la libera concorrenza ed in contrasto con principi vigenti nell’Unione europea e non possono essere utilizzati in altri fondi di previdenza complementare nonostante questi presentino un maggiore rendimento e trasparenza di gestione -:

quali iniziative legislative si intendano adottare per garantire anche agli iscritti all’Enasarco l’applicazione del principio della portabilità totale dei contributi in altri fondi di previdenza complementare già costituiti o costituendi, liberamente scelti dai diretti interessati o, in alternativa, se non ritengano comunque di introdurre la corresponsione di una rendita o di una capitalizzazione dei versamenti effettuati da parte della stessa Fondazione recuperando con tali provvedimenti parità di condizioni rispetto ad altre categorie di lavoratori e rispetto alle regole che vigono in altre casse previdenziali private -:

quali provvedimenti si intendano adottare per quantificare a quanto ammontino i contributi incamerati dalla Fondazione a questo titolo e quale utilizzo ne venga fatto visto che, oltre a quello che all’interrogante appare un esproprio effettuato in danno degli agenti in attività, viene anche incamerato a fondo perduto l’1 per cento dei contributi versati che non finisce nei montanti contributivi individuali, ma va a far parte dei fondi gestiti dalla Fondazione con le discutibili modalità ed il modestissimo rendimento evidenziati nella relazione dell’ex commissario straordinario Pollastrini. (4-01898)”

Per Federagenti l’unica soluzione alla questione “Silenti” potrebbe essere la confluenza dell’Enasarco nell’Inps ed il riconoscimento di un trattamento pensionistico all’agente dopo 5 anni di versamenti.