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La Redazione La Redazione - 4 agosto 2011

Interrogazione parlamentare di Piffari e Cimadoro (IDV)

Presentata il 3 agosto 2011, sulle procedure di rinnovo del cda Enasarco
PIFFARI e CIMADORO. -

Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

- Per sapere – premesso che:

Enasarco è l’ente di previdenza e assistenza degli agenti e rappresentanti di commercio la cui vigilanza è esercitata dai Ministeri dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali (articolo 3, comma 1, decreto legislativo n. 509 del 1994);

Enasarco sta procedendo alla dismissione del proprio patrimonio immobiliare del valore di circa 3,5 miliardi di euro;

il 20 luglio 2011 è stato rinnovato il consiglio di amministrazione ed è stato rieletto presidente il dottor Brunetto Boco. La procedura di rinnovo è regolamentata dall’articolo 8 dello statuto Enasarco che recita testualmente: «Il Consiglio di Amministrazione è composto da: otto rappresentanti degli agenti e rappresentanti di commercio, siano essi attivi o pensionati, nominati con le procedure che il Consiglio di amministrazione della Fondazione regolamenta in attuazione degli indirizzi di cui all’articolo 1), secondo comma; quattro rappresentanti dei preponenti, designati dalle confederazioni datoriali firmatarie degli accordi economici collettivi e maggiormente rappresentative a carattere nazionale; un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da questi designato;

sei mesi prima della scadenza dell’organo, il presidente chiese al Ministero del lavoro e delle politiche sociali l’individuazione delle associazioni maggiormente, rappresentative su base nazionale di cui al comma 1, del citato articolo 8, lettera a) e lettera b);

a seguito della risposta da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il presidente ha invitato le associazioni maggiormente rappresentative a designare i propri rappresentanti nel termine di sessanta giorni dal ricevimento di tale richiesta. Analogo invito è stato rivolto per la nomina del rappresentante ministeriale;

il presidente, in applicazione dell’articolo 25, comma 1, del codice civile, ove il termine di cui al comma 2 trascorra inutilmente, può chiedere al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di provvedere direttamente alla indicazione dei rappresentanti dell’associazione che non abbia provveduto alla designazione;

l’articolo 16 dello statuto afferma che i rappresentanti degli agenti e rappresentanti di commercio debbano provenire solo dalla categoria prevedendo tra le cause di accesso e di decadenza la cancellazione dal ruolo agenti;

in virtù di quanto premesso, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha incluso tra le 8 organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative la Cisal Federagenti trasmettendo la relativa comunicazione al presidente Enasarco in data 14 giugno 2011, come previsto dall’appena citato articolo 8;

in data 15 giugno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha inviato una nuova comunicazione per precisare che l’elenco delle otto associazioni era in ordine decrescente e «che ai fini della ricostituzione del citato Consiglio di Amministrazione si dovrà tenere conto delle rappresentanze di categoria già presenti nel collegio sindacale, nonché del grado di rappresentatività delle singole Organizzazioni»;

nel premettere che lo statuto della Fondazione Enasarco può essere modificato, nel rispetto delle procedure di legge, ma non liberamente interpretato, parrebbe che – stando alle osservazioni del Ministro – le otto associazioni individuate per il rinnovo del consiglio di amministrazione debbano tutte esservi presenti (a meno di loro espressa rinuncia) e che in caso di rinnovo del collegio sindacale (che avverrà tra due anni) debbano essere inserite le due associazioni individuate come le più rappresentative tra le otto maggiormente rappresentative, con un proprio rappresentante come titolare ed uno come supplente, prevedendo lo statuto, all’articolo 21, comma 3, che soltanto alle organizzazioni delle ditte mandanti è consentita la nomina di un componente supplente da parte di una organizzazione diversa da quella che ha designato il membro titolare;

nonostante la chiara indicazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il presidente dell’Enasarco, Brunetto Boco, ha ritenuto di escludere dalla composizione del nuovo consiglio di amministrazione la Cisal Federagenti;

da svariati anni la Federagenti Cisal denuncia errori di gestione e scarsa trasparenza in merito alla suddetta dismissione caratterizzata, stando a quanto affermato nella relazione dell’ex commissario straordinario Giovanni Pollastrini, più per l’interesse alla gestione degli immobili, che per l’attenzione ai problemi previdenziali della categoria ed alla soddisfazione degli iscritti;

è opinione dell’interrogante che il rischio denunciato da diversi sindacati inquilini è quello dell’inadeguatezza di un ente, lontano dai parametri di bilancio voluti dal legislatore per gli enti previdenziali privati e che, dopo avere fatto ricorso a rischiosissimi investimenti finanziari di svariate centinaia di milioni in fondi di obbligazioni strutturate con sede alle isole Cayman, garantiti dalla Lehman Brothers (i cui esiti disastrosi sono stati denunciati dalla Commissione parlamentare di controllo degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie), propone ora – avversata dalla Federagenti e da altre associazioni sindacali – la dismissione dell’intero patrimonio immobiliare;

la succitata dismissione a giudizio degli interroganti potrebbe avere la sciagurata conseguenza di gettare nel panico migliaia di famiglie e di porre ancora più a rischio il futuro previdenziale della categoria che, vista l’estrema volatilità del mercato finanziario, nulla ha da guadagnare dalla trasformazione del mattone in moneta perseguita dall’ex presidente Porreca, prima, e proseguita da Brunetto Boco con l’operazione Mercurio, dismissione immobiliare secondo la quale gli inquilini potranno acquistare l’appartamento oggi di proprietà dell’ente con uno sconto del 40 per cento rispetto ai prezzi di mercato -:

se i Ministri interrogati non ritengano opportuno verificare l’effettivo rispetto della legalità nella governance dell’Enasarco, rimuovendo, se necessario, le componenti di questa governance non in possesso dei titoli richiesti dallo statuto;

se i Ministri interrogati non ritengano opportuno intervenire, per quanto di competenza, per garantire alla Federagenti Cisal il posto che le compete per legge all’interno del consiglio di amministrazione di Enasarco al fine di consentirle l’esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge a tutela e garanzia dei 400.000 agenti in attività e pensionati che sono allarmati e indignati dal rischio di perdere la casa.(4-12991)”

Federagenti auspica un intervento delle Istituzioni competenti per poter finalmente esercitare una prerogativa che le è stata riconosciuta dal ministero del lavoro e dalle migliaia di colleghi agenti che si riconoscono nelle rivendicazioni e battaglie che da anni portiamo avantia tutela della categoria.