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La Redazione La Redazione - 21 maggio 2012

Aumenti in vista per gli agenti di commercio.

Un nucleo familiare medio pagherà circa 1500 euro in più nel 2012, per un agente di commercio?

Dalle addizionali alle accise sui carburanti, l’effetto combinato degli aumenti già scattati e di quelli prevedibili, farà si che in media una famiglia di quattro persone con auto e una casa di proprietà vedrà aumentare nell’anno in corso, la propria spesa di 1500 euro circa. Stima che sarà molto più alta per gli agenti di commercio colpiti in maniera considerevole dagli aumenti che faranno lievitare i costi di gestione della loro attività.

Gli effetti per le famiglie italiane cominciano già a farsi sentire e la previsione per i prossimi mesi, è notevolmente negativa. Il sacrificio richiesto alle famiglie per il risanamento dei conti pubblici iniziato con il decreto salva- Italia di dicembre, che ha reintrodotto l’imposta sull’abitazione principale (Imu), aumentato retroattivamente le addizionali regionali e previsto un nuovo aumento dell’iva dal 1° ottobre 2012, rischia di generare aumenti medi che andranno dal 20% al 40% rispetto al 2011.

L’Imu sulle case di proprietà inciderà per circa un terzo sull’aumento calcolato, incidenza che aumenta se poi si possiedono altri immobili oltre l’abitazione principale.

La bolletta energetica, secondo le ultime rilevazioni trimestrali dell’Autorità per l’energia, determinerà per un nucleo familiare medio, che ha una fornitura di riscaldamento autonomo, una spesa di circa 500 euro di luce e 1200 di gas, quindi rispetto allo stesso trimestre del 2011, quasi 200 euro in più per famiglia.

A questi dobbiamo aggiungere almeno altri 50 euro di aumenti tra tariffe dell’acqua e tasse sui rifiuti, che variano poi per area e profilo utente.

Per il telefono fisso, il ritocco potrebbe superare i 90 euro, se si ha una tariffa forfettaria mensile e 25 euro sulle chiamate, calcolata prevedendo una chiamata al giorno. Avere un’utenza fissa costerà in media circa il 25% in più rispetto all’anno scorso, non deve quindi stupire la diminuzione costante delle utenze fisse.

La categoria degli agenti e rappresentanti di commercio, spesso utilizza la propria abitazione a uso promiscuo, ma anche nel caso di un ufficio separato l’aumento di tutte le bollette, oltre ai rincari sulle tariffe, inciderà notevolmente sulle tasche della categoria.

Considerando poi che “l’ufficio viaggiante” dell’agente di commercio è la propria auto, il peso degli aumenti li colpisce su tutti gli elementi legati all’uso dell’autoveicolo.

Per la Rca si pagheranno circa 600 euro, 20 in più rispetto all’anno scorso sempre se si tratta di un guidatore esperto, in 1° classe di merito, che vive in una città poco rischiosa e possiede un autoveicolo di bassa cilindrata. Per tutti gli altri guidatori, l’aumento sarà proporzionalmente più alto. Per i pedaggi autostradali, si deve calcolare una media del 3% in più a tratta, ma che varia poi secondo il tratto percorso, con il record dei caselli valdostani, dove si prevede un aumento del 14%.

L’aumento delle accise su benzina e gasolio, previste dal decreto, salva – Italia, hanno fatto crescere la spesa media di una coppia con figli che spenderanno in carburante circa 140 euro in più. Un agente di commercio percorre almeno il doppio dei chilometri, rispetto alla famiglia media, vedrà quindi aumentare la spesa almeno al doppio della stima prevista. In un momento delicato come questo, dove il mercato è in difficoltà e le aziende stentano ad arrivare alla fine del mese, tutti gli aumenti si riverseranno in maniera pesantissima sulla categoria degli agenti che sono da sempre il collegamento tra la mandante e i clienti che operano sul mercato. Non bisogna sottovalutare poi l’incremento in programma dell’iva a partire dal 01 ottobre 2012, che porterà un aumento della spesa dai 100 ai 200 euro in più negli ultimi tre mesi dell’anno, con livelli di consumi invariati. Il rincaro di due punti dal 10% al 12%, dal 21% al 23% riguarderà, a differenza dell’aumento subito a settembre 2011, non solo l’abbigliamento o il vino, ma prodotti di largo consumo, come carne e pesce, pranzi e utenze domestiche. Una stima ISTAT prevede un incremento per una famiglia con due bambini di circa 200 euro, cifre importanti che potrebbero innescare effetti negativi come l’ennesimo calo dei consumi.

Colpiti, non solo come famiglie, ma anche e soprattutto come contribuenti saranno gli agenti e rappresentanti di commercio che già risentono della crisi del mercato e che si vedranno aumentare le spese riguardanti la gestione della propria attività.

La nostra associazione – come ben sanno i colleghi che ci seguono – ha da tempo presentato le proprie proposte all’attuale Esecutivo per rilanciare la categoria.

 

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