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La Redazione La Redazione - 10 ottobre 2017

La parola ai delegati Enasarco

Chiesto al Presidente Costa l’impegno per un deciso cambio di passo nella gestione della Fondazione
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A giugno 2016 si sono svolte le prime elezioni del Cda Enasarco che se da un lato hanno visto eleggere presidente Gianroberto Costa (lista “agenti per Enasarco”),  già vicepresidente Enasarco nella passata consiliatura in quota Confcommercio, dall’altro hanno sancito il ruolo guida all’interno della categoria della Federagenti (lista “Adesso basta”), risultata ampiamente l’associazione più votata e per questo con due rappresentanti all’interno del consiglio di amministrazione e con ben 7 rappresentanti all’interno della neo costituita assemblea dei delegati. I punti programmatici della lista “Adesso basta” si sono posti in assoluta discontinuità rispetto al passato prevedendo, in sintesi, una gestione finalmente trasparente della Fondazione, finalizzata a rendere edotti gli iscritti delle prospettive previdenziali della Categoria e del reale stato dei conti della Fondazione che è alla base di qualsivoglia iniziativa. Tra le ipotesi prospettate dal programma elettorale della Federagenti il riconoscimento del diritto alla pensione con requisiti meno stringenti degli attuali attraverso la cosiddetta “rendita contributiva”; la creazione di un Sussidio di disoccupazione per gli Agenti che perdono tutti i mandati per cause a loro non imputabili; la diminuzione dei Compensi del Consiglio di amministrazione e regole stringenti nelle spese di consulenza e di gestione; l’introduzione di un sistema di agevolazioni per l’accesso alla professione, ideato per giovani, neolaureati e persone in mobilità. Ad oggi, dopo il raggiungimento di alcuni di questi obiettivi, quali ad esempio la riduzione dei compensi del Cda e l’introduzione di agevolazioni contributive a favore dei neo iscritti under 30, la situazione non appare soddisfacente, tant’è vero che i rappresentanti della Federagenti all’interno degli organi di governance dell’ente hanno da tempo sollecitato il Presidente Costa ad imprimere una decisa svolta gestionale intervenendo con sollecitudine su alcuni punti fondamentali, ritenuti ormai indifferibili ed improcrastinabili, che seppur segnalati più volte non sono stati ancora affrontati e risolti:

  1. Investimenti: Occorre effettuare una politica degli investimenti, soprattutto della liquidità eccedente, il più possibile diversificata, destrutturando i fondi immobiliari, che nel tempo hanno assunto una consistenza abnorme, e aumentandone i rendimenti. Ci riferiamo in particolare ai fondi istituiti a seguito del progetto Mercurio (la vendita dei circa 18.000 immobili di proprietà della Fondazione) mediante apporto delle unità immobiliari residenziali e commerciali invendute, sui quali a nostro avviso occorre invertire drasticamente la rotta e definirne il futuro. A tal riguardo serve una “Operazione verità” perché a 10 anni dalla partenza delle dismissioni, occorre dire con chiarezza agli iscritti che gli obiettivi per i quali il progetto era stato deliberato, non si sono nemmeno lontanamente realizzati;
  2. riduzione del ricorso alle consulenze professionali: detti costi vanno ridotti significativamente come del resto sottolineato anche dal collegio sindacale dell’ente, con l’introduzione di modalità di scelta in linea con le raccomandazioni Anac (Autorità nazionale Anti Corruzione):
  3. ruolo dell’assemblea dei delegati: è indispensabile regolamentare in modo chiaro questo nuovo importante organo, che ci pare sia stato inteso finora in modo molto riduttivo rispetto alle previsioni statutarie, per rendere più partecipata e trasparente la gestione dell’ente.

In mancanza di sollecite risposte la Federagenti chiederà l’intervento delle Istituzioni per indurre Costa al rispetto degli impegni assunti in fase di insediamento, in accoglimento del nostro programma elettorale, che avevano determinato il voto favorevole della Federagenti alla sua nomina quale Presidente.

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