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La Redazione La Redazione - 6 Marzo 2014

Nuova interrogazione di Roberta Lombardi (M5S) sugli investimenti di Enasarco

Tra le altre cose, si chiede quali misure i Ministri interrogati intendano adottare per porre un argine alle attività di speculazione finanziaria condotte da sempre più enti previdenziali in Italia, a danno dei contribuenti

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Riportiamo integralmente l’interrogazione a risposta scritta 4-03804 presentato da Roberta Lombardi (M5S) lo scorso 4 marzo 2014, seduta n. 182

“ Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – Premesso che:

alla direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative, istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, spetta la vigilanza tecnico-finanziaria sugli enti di previdenza privati e privatizzati ex decreto legislativo n. 509 del 1994 specificamente individuati;

in particolare, la direzione è tenuta ad esaminare i bilanci preventivi, le note di variazione e i bilanci consuntivi, formulando eventuali osservazioni e rilievi; ad approvare i regolamenti di contabilità e amministrazione e a verificare la legittimità e la congruità dei piani triennali di investimento degli enti previdenziali finalizzata al rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica; ad effettuare l’analisi dei bilanci tecnico-attuariali, finalizzata alla verifica della sostenibilità finanziaria e dell’adeguatezza delle prestazioni previdenziali, interagendo con COVIP nel controllo sulle politiche di investimento e sulla composizione del patrimonio degli enti;

la COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) è l’autorità amministrativa indipendente che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione, a tutela degli aderenti e dei loro risparmi destinati a previdenza complementare;

istituita nel 1993 con decreto legislativo n. 124 del 21 aprile 1993, la COVIP ha iniziato a operare nella sua attuale configurazione – con personalità giuridica di diritto pubblico – dal 1996;

il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 ha attribuito alla Commissione anche compiti di controllo sugli investimenti finanziari e sul patrimonio delle Casse professionali private e privatizzate;

Covip è un organo collegiale i cui componenti sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, che segue a una deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

la funzione che è chiamata a svolgere la Commissione è essenzialmente quella di garantire ed assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell’amministrazione dei fondi pensione; in particolare, essa è tenuta a vigilare sulla corretta gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile dei fondi pensione e sull’adeguatezza del loro assetto organizzativo e ad assicurare il rispetto dei principi di trasparenza nei rapporti tra i fondi pensione ed i propri aderenti;

in base alla «Carta delle attività», redatta sulla scorta della legge delega n. 243 del 2004, la Covip «verifica le linee di indirizzo della gestione e vigila sulla corrispondenza delle convenzioni per la gestione delle risorse ai criteri dettati dalla normativa; vigila sull’attuazione delle disposizioni normative e, in generale, sull’attuazione dei principi di trasparenza nei rapporti con gli aderenti, nonché sulle modalità di pubblicità; esercita il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale, contabile delle forme pensionistiche complementari, anche mediante ispezioni»;

annualmente la COVIP presenta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali una relazione sull’andamento del settore della previdenza complementare, sull’attività svolta e sugli indirizzi e le linee programmatiche che intende seguire; la relazione viene presentata in sede pubblica;

inoltre, nel corso dell’anno, la COVIP si relaziona periodicamente con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali sugli atti e le questioni di maggior rilievo;

partecipa a incontri con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell’economia e delle finanze, collaborando, ove previsto, all’adozione dei provvedimenti regolamentari di loro competenza;

promuove iniziative volte a favorire la realizzazione di forme di collaborazione, per l’esercizio delle attività istituzionali, con i servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

trasmette i propri bilanci al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Ministero dell’economia e delle finanze e alla Corte dei conti;

nell’esercizio dei poteri di vigilanza informativa la COVIP può avvalersi, in relazione alle specifiche finalità degli accertamenti, del Corpo della guardia di finanza, con il quale ha sottoscritto un apposito accordo di collaborazione;

appare chiaro il legame esistente tra la Commissione e il Ministero del lavoro e il Ministero dell’economia in relazione al controllo dei fondi pensione;

sono ormai tristi fatti di cronaca gli investimenti scellerati realizzati da alcune Casse professionali private e privatizzate, che dovrebbero garantire la pensione ai propri iscritti e che al contrario determinano perdite ingenti a danno dei contribuenti;

il portafoglio degli investimenti immobiliari e mobiliari di questi enti presenta sempre più spesso sbilanciamenti anomali dell’asset allocation che vede la parte illiquida sproporzionatamente maggiore della parte liquida;

troppi soldi vengono immobilizzati nei fondi immobiliari, oggi soggetti a svalutazioni e comunque asset difficilmente vendibili, stante le condizioni di scarso appeal verso l’immobiliare e soprattutto la mancanza di denaro liquido che tormenta il comparto;

emblematica in tal senso è la vicenda che riguarda Enasarco, la Cassa di previdenza e assistenza degli agenti di commercio, privatizzata a seguito del decreto legislativo n. 509 del 1994 e che di seguito – di prova – a ricostruire a ritroso;

risalgono alla fine del mese di ottobre 2013 le dimissioni del vicepresidente di Enasarco, Andrea Pozzi, il quale denunciava investimenti rischiosi posti in essere dall’ente previdenziale a discapito dei suoi iscritti; nella sua lettera di dimissioni, Pozzi scrive: «Mi sono reso conto che alcuni investimenti importanti della fondazione erano in perdita e che i gestori di tali investimenti non erano adeguati»;

già nel mese di febbraio 2013, l’ex vicepresidente aveva accusato il presidente Boco di negligenza, recriminando investimenti fatti attraverso veicoli off shore con sede in paradisi fiscali, senza peraltro darne comunicazione alla Banca d’Italia;

in particolare Pozzi faceva riferimento al portafoglio di derivati di cui faceva parte la Cms (ex fondo Anthracite delle Isole Cayman, garantito da Lehman Brothers), trasferita nel 2011 – dopo il collasso della banca americana –, per un valore nominale di 780 milioni di euro, al comparto Res Capital Protection, della società di investimento (SICAV) Europa Plus, gestita da GWM Asset Management di Sigieri Diaz Pallavicini e di Massimo Caputi, ex rappresentante di Francesco Gaetano Caltagirone al Monte dei Paschi di Siena;

oltre a questo, Enasarco aveva investito in altri due fondi anomali: Futura Fund Sicav – comparto Newton (in cui la cassa avrebbe investito 329 milioni di euro, perdendone circa 55), gestito da Optimum Asset Management SA, società guidata da Alberto Matta ed Europa Plus – comparto Res Opportunity;

nella relazione di bilancio 2012 di Enasarco, le operazioni appena descritte finiscono nel capitolo «investimenti alternativi», ma dietro a questa voce si nascondono perdite potenziali da oltre 500 milioni di euro (sarebbero circa 571), ovvero la differenza tra il valore di carico degli asset (1,9 miliardi di euro) e quello di mercato (1,4 miliardi di euro); un delta negativo che per 456 milioni deriva proprio dal fondo Europa Plus Res Capital Protection e che Enasarco non ha svalutato a bilancio, perché protetto da un Btp zero coupon con scadenza nel 2039, la stessa dei derivati; per riprendere la somma investita inizialmente l’ente previdenziale dovrebbe dunque aspettare 30 anni;

tali investimenti, se realizzati prima del 1o gennaio 2013, sarebbero stati realizzati in violazione dei limiti 1, 2 e 3, imposti dall’articolo 15 del Regolamento Enasarco per l’impiego delle risorse finanziarie – oltre ad essere contrari a principi universalmente condivisi nella gestione del risparmio previdenziale – ed in particolare violerebbero i seguenti principi:

1) il patrimonio della Fondazione in delega ad un gestore non deve superare il 15 per cento del valore complessivo di Asset Under Management dall’intermediario stesso;

2) la partecipazione in un unico strumento finanziario non può superare il 15 per cento del patrimonio complessivo dello strumento finanziario;

3) ad ogni gestore complessivamente può essere attribuito in gestione un controvalore del patrimonio non superiore al 20 per cento;

tali limiti devono essere applicati per tutte le operazioni successiva al 31 dicembre 2012. Con riferimento alla composizione del patrimonio esistente al 31 dicembre 2012 la politica di investimento adottata dovrà permettere il rispetto degli stessi nel medio periodo. In ogni caso il consiglio d’amministrazione dovrà dettare obiettivi temporali più brevi;

GWM Asset Management supererebbe i limiti 1 e 3 del regolamento della Fondazione perché rappresenta il 24,78 per cento del valore dell’Asset Under Management del gestore contro il limite del 15 per cento ed è allocato su esso il 22,39 per cento del patrimonio Enasarco contro il limite del 20 per cento;

Optimum Asset Management SA supererebbe il limite 1 del regolamento della fondazione perché rappresenta il 26,25 per cento del valore dell’Asset Under Management del gestore contro il limite del 15 per cento;

i tre fondi, avendo come investitore praticamente unico la Fondazione Enasarco (al 100 per cento), al 99,999 per cento e al 99,999 per cento rispettivamente per la Futura Fund Sicav – comparto Newton, Europa Plus Res Capital Protection, Europa Plus Res Opportunity) supererebbero il limite 2 che fissa la soglia al 15 per cento, lasciando inoltre ipotizzare che questi strumenti, posseduti nella loro interezza dalla Fondazione Enasarco, siano stati costruiti «ad hoc» per essa;

successivamente, il fondo Futura Fund Sicav (attraverso il comparto Delta) ha sottoscritto un mini bond di 22 milioni di euro, emesso da Sudcommerci srl, società domiciliata a Bari, dotata di un patrimonio netto di soli 19.360 euro e debiti per 19,8 milioni, con un rapporto tra Patrimonio Netto e debito finanziario 1:1000;

l’ufficio finanza Enasarco ha poi rivolto un pesante j’accuse contro i gestori di Futura Fund Sicav, in particolare, nel mirino c’è Alberto Matta, presidente e amministratore delegato di Optimum, A.M.; (definire «inadeguato» (termine usato da «Pozzi») un gestore finanziario che sottoscrive obbligazioni emesse da una società con una consistenza patrimoniale di 19 mila euro e con 19 milioni di debiti intercompany (a cui si aggiungono altri 7 milioni verso una banca, oltre a garanzie a favore di terzi per altri 37 milioni, i 22 milioni dell’emissione obbligazionaria e altri 22 milioni di presunto nuovo debito bancario) appare un eufemismo);

infine Pozzi ha sottolineato le criticità dei fondi Athena che sono andati a finanziare la Time and Life di Raffaele Mincione, finanziere romano con base a Londra, il quale dal rapporto con Enasarco avrebbe ottenuto 185 milioni di euro, una ventina dei quali persi nell’investimento in Monte dei Paschi di Siena e in altri di entità minore, mentre circa 140 milioni sarebbero stati utilizzati per la «scalata» del finanziere alla Banca Popolare di Milano;

non mancano poi nomi altisonanti della finanza: l’investimento nei prodotti strutturati della Jp Morgan contabilizzati in fase di acquisto per 67 milioni a giugno, secondo il quadro fornito nel rapporto, sono diventati poco più di 50 milioni con un rosso di 16 milioni di euro; anche in questo caso per svincolarsi senza perdite, a prescindere da possibili proventi nel corso della vita del prodotto, bisognerà attendere il 2021;

a questi vanno aggiunti i 20 milioni di minusvalenze generate da investimenti nel private equity (quote di fondi azionari privati);

gli azzardi finanziari di Enasarco sono strettamente collegati alla dismissione immobiliare in atto: la Fondazione stimava il valore del patrimonio immobiliare da bilancio 2012 in circa 3 miliardi di euro, mentre oggi, dalla vendita degli immobili intende ricavare 4,5 miliardi di euro, per riuscire a colmare il miliardo e mezzo circa di investimenti in perdita effettuati;

a questo riguardo, l’ex Presidente di Enasarco, Donato Porreca, sul numero di Il Mondo, autorevole rivista nell’informazione economica, del 7 giugno 2013, ha pubblicato una lettera aperta in cui attacca i vertici della Fondazione, muovendo delle accuse precise agli attuali vertici, non solo sugli investimenti nei titoli tossici, ma anche sulla dismissione immobiliare: «…si è frettolosamente accantonato il piano di dismissioni già predisposto ed approvato dagli organi di amministrazione e governativi per procedere al cosiddetto piano Mercurio che dopo anni e anni e dopo costi gravosi è ancora lontanissimo dalla conclusione con grave danno della fondazione, degli inquilini e degli stessi stabili privi di manutenzione ordinaria e straordinaria …»;

il piano Mercurio consiste nel prendere il patrimonio immobiliare dell’Ente, farlo supervalutare, conferirlo ad un fondo immobiliare di cui l’ente detiene le quote e mettere a bilancio la plusvalenza generata dalle supervalutazioni che andrà a coprire le perdite finanziarie causate dagli investimenti temerari di cui sopra;

i fatti sin qui descritti emergono dalla semplice lettura del bilancio consuntivo 2012 di Enasarco;

in occasione della rappresentazione degli stessi fatti, il Ministro Giovannini, in una lettera del 14 ottobre 2013 indirizzata all’onorevole Roberta Lombardi, scriveva: «Ferma restando l’autodeterminazione delle Casse nella selezione delle scelte di realizzo del fine di interesse pubblico, indubbiamente rientra nelle attribuzioni delle Amministrazioni vigilanti verificare il conseguimento del risultato ottenuto nonché la piena legittimità delle procedure intraprese, improntate a criteri di trasparenza e professionalità degli operatori (…) L’attività di vigilanza sopra richiamata non ha lasciato emergere, fino ad oggi, elementi che possano indurre a ravvisare, da parte delle Casse, la propensione ad una sistematica supervalutazione del patrimonio immobiliare, né di conseguenza può sostenersi che tale ipotizzata anomalia abbia determinato un’alterazione delle poste di bilancio, formalmente certificato da società di revisione, nonché verificato dagli organi di controllo interni agli enti e infine sottoposto al vaglio di questo Ministero e del covigilante Ministero dell’economia e delle finanze (…) Quanto (…) al caso Enasarco e alle operazioni mobiliari intraprese dall’ente, rappresento che questa Amministrazione ha da tempo posto sotto osservazione la gestione degli investimenti e le obbligazioni strutturate, coinvolgendo la Covip nell’attività di verifica e indagine ispettiva. Il referto della Commissione che ha valutato le attività finanziarie dal novembre 2006 al 2012, ha messo in evidenza alcuni profili degni di ulteriore approfondimento, senza tuttavia rilevare alcuna chiara fattispecie di illecito tali da configurare possibili responsabilità amministrative o addirittura penali (…) Le illustrate verifiche sono oggi valutabili alla luce dei generali criteri di sana e trasparente gestione, improntata a scelte prudenziali, in ragione del fine pubblico perseguito dagli enti gestori della previdenza obbligatoria»;

il Sottosegretario pro tempore Dell’Aringa, nella sua risposta alla interpellanza rivolta alla Camera dal M5S, ha ammesso che: «Con riferimento al piano triennale 2011-2013 degli investimenti di Enasarco, preciso che esso è stato approvato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro, così come disposto dalla normativa vigente che dispone, tra l’altro – per le operazioni che non hanno effetti sui saldi strutturali di finanza pubblica, tra cui le vendite dirette di immobili a privati – la mera comunicazione ai Ministeri vigilanti» –:

se i Ministri preposti al controllo della dismissione del patrimonio immobiliare degli enti si limitino a prendere atto di una mera comunicazione;

se – ad avviso dei Ministri interrogati – la gestione delle attività di investimento delle risorse nella disponibilità dell’ente previdenziale Enasarco possa considerarsi legittima, improntata a criteri di trasparenza, professionalità e prudenza degli operatori;

in che cosa sia consistita l’attività di vigilanza dei Ministeri del lavoro e della previdenza sociale e dell’economia e delle finanze di concerto con la Covip, posto che, a quanto risulta all’interrogante, non è nemmeno stata rilevata la palese violazione dell’articolo 15 del Regolamento Enasarco;

se fino ad oggi la direzione generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali non abbia rinvenuto gravi responsabilità amministrative nella gestione delle risorse e del patrimonio di Enasarco, in particolare rispetto alle obbligazioni strutturate;

quale sia il contenuto della relazione del 2012 che la Covip è tenuta a presentare al Ministro del lavoro e delle politiche sociali sull’attività di ispezione e verifica svolta in relazione agli investimenti effettuati da Enasarco e, più in generale, sul funzionamento del sistema dei fondi pensione;

quali misure i Ministri interrogati intendano adottare per porre un argine alle attività di speculazione finanziaria condotte da sempre più enti previdenziali in Italia, a danno ai contribuenti;

se, anche a seguito delle dichiarazioni dello stesso Porreca sul Piano Mercurio, si possa continuare ad affermare l’assenza di una propensione – da parte delle Casse – ad una sistematica supervalutazione del patrimonio immobiliare;

quali provvedimenti si intendano adottare per implementare il controllo sugli investimenti effettuati dalle Casse previdenziali e, in generale, sulla gestione del risparmio pubblico;

quali strumenti si intendano fornire per rafforzare le garanzie degli iscritti di poter usufruire delle prestazioni pensionistiche dovute dagli enti previdenziali;

se siano sufficienti le azioni intraprese fino ad adesso da Enasarco, se l’evidente sbilanciamento degli asset possa perdurare anche nel futuro in attesa delle azioni per ora solo annunciate dalla Fondazione;

se sia sufficiente regolare solo per gli investimenti successivi al 31 dicembre 2012 dei tetti massimi di concentrazione degli asset della Fondazione;

se sia stata mai effettuata dalla Fondazione l’analisi «look through» sul portafoglio investito in strumenti finanziari, ossia un’analisi che entra nel merito della composizione, qualità e rischio di ciascuno dei sottostanti veicoli utilizzati (fondi di investimento e Sicav) e quale siano i contenuti di detta analisi «look-through» anche fornendo la relativa documentazione;

se la società Mercer Italia s.r.l. abbia avuto dalla Fondazione il mandato di consulente incaricato in base ad un bando di gara o tramite assegnazione diretta quale sia l’importo della prestazione;

cosa risulti nella documentazione relativa ai tre strumenti fondamentali per la strategia degli investimenti della Fondazione: Asset Liability Management, Asset Allocation Strategica e Asset Allocation Tattica;

se siano stati fissati, come previsto dal codice dei principi di investimento della Fondazione Enasarco:

a) un limite di rischio complessivo di aumento del deficit previdenziale;

b) dei limiti di rischio specifici per asset class definiti come la massima volatilità accettabile su un periodo di un anno, tre anni, e cinque anni in termini assoluti e rispetto a benchmark liquidi e riconosciuti dal mercato;

c) dei limiti di rischio specifici per singolo investimento definiti come la massima volatilità accettabile su un periodo di tre mesi, sei mesi e un anno;

se sussiste documentazione relativa a questi rischi, e quale sia il contenuto di tale documentazione. (4-03804)

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