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Notizie : Legale
La Redazione La Redazione - 31 agosto 2015

Recesso ammesso nei confronti delle agenti-madri

Spesso riceviamo richieste di chiarimenti in relazione alla legittimità del recesso comunicato dalla preponente durante il periodo di gravidanza. Purtroppo ogni volta dobbiamo ricordare come il divieto legislativo di risoluzione del rapporto dettato dall’art. 54 d. lgs. n. 151/2001 in materia di tutela della maternità sia espressamente previsto solo in favore delle lavoratrici subordinate e non anche delle lavoratrici autonome (quali sono appunto le agenti e rappresentanti di commercio). Inoltre le disposizioni civilistiche in materia di contratto di agenzia nulla stabiliscono sul punto, ma anzi affermano un potere di libero recesso (con preavviso) a favore di entrambe le parti. Pertanto Continua »

La Redazione La Redazione - 6 luglio 2015

Il giudice competente nel contratto di agenzia

La differenza tra agente individuale e società di agenzia

Non sono rari i contratti di agenzia in cui viene previsto quale foro competente per l’eventuale causa il tribunale del luogo in cui ha sede l’azienda. Spesso la formula usata in contratto, non priva di una certa solennità, recita: “Per qualunque controversia derivante dal presente incarico si pattuisce espressamente l’esclusiva competenza del Foro di …….” . Sul punto vogliamo ricordare  che nel caso di agente che opera in forma individuale si presume sempre la competenza del giudice del lavoro in quanto al rapporto di agenzia si applicano per espressa previsione del legislatore (art. 409 cpc) le norme processuali sul rito Continua »

La Redazione La Redazione - 5 giugno 2015

Ancora sull’esclusiva di zona

Talvolta i contratti di agenzia non specificano laddove assegnano all’agente la zona in cui andrà ad operare se l’attribuzione è fatta in via esclusiva o meno e questo crea dubbi e perplessità agli agenti. Sul punto è opportuno ricordare che l’esclusiva è prevista dall’articolo 1743 del codice civile ed è pacificamente considerata dalla dottrina e dalla giurisprudenza un elemento naturale (e non essenziale) del contratto. Ciò vuol dire che se nel contratto sottoscritto tra ditta mandante e agente non è specificato nulla in merito vale quanto previsto dal sopra citato articolo che dispone: “Il preponente non può valersi contemporaneamente di Continua »

La Redazione La Redazione - 18 maggio 2015

Maturazione del requisito pensionistico e diritto alle indennità di fine rapporto

Una tra le domande più frequenti è volta a comprendere quando l’agente possa andare in pensione conservando il diritto a percepire le indennità di fine rapporto. È opportuno dire subito che occorre fare molta attenzione alla normativa che regola il contratto. Infatti in base alla dettagliata previsione contenuta nell’art. 10 dell’AEC Industria del 2014 l’agente conserva il diritto alle indennità di fine rapporto se matura:

- il diritto alla pensione di vecchiaia o vecchiaia anticipata Enasarco;

- il diritto alla pensione di vecchiaia o vecchiaia anticipata Inps.

Più restrittivo è invece la disposizione contenuta nell’art. 11 dell’AEC Commercio del 2009 in base alla Continua »

La Redazione La Redazione - 7 maggio 2015

Recesso in tronco ed onere della prova

Accade talvolta che il preponente receda in tronco dal contratto giustificando il fatto a causa del calo di fatturato rilevato nella zona di competenza dell’agente ed esimendosi così dal pagamento delle indennità di fine rapporto altrimenti dovute. È ovvio che in un eventuale giudizio potrebbe essere difficile per l’agente provare che quel calo non è a lui addebitabile. Sul punto è allora importante ricordare che per pacifica giurisprudenza, in siffatti casi, è onere del preponente fornire la prova di quanto asserito ed in particolare provare che il calo del fatturato nella zona dell’agente rappresenti un’anomalia rispetto per esempio ai dati Continua »

La Redazione La Redazione - 21 aprile 2015

Come difendersi dall’assurdità degli studi di settore

Continuiamo a ricevere da molti colleghi lamentele circa l’operato dell’Agenzia delle entrate che sulla base degli studi di settore continua a notificare richieste di pagamento di imposte su redditi in realtà mai percepiti dagli agenti. La Corte di Cassazione ha più volte evidenziato come gli studi di settore non costituiscano un fatto concreto, ma rappresentino un’estrapolazione statistica di dati acquisiti su campioni di contribuenti con la conseguenza  che i valori attribuiti al contribuente non possono supportare l’accertamento, che anzi deve essere fondato su elementi concreti. In particolare la Cassazione ha già ritenuto illegittimo, in più di una occasione accertamenti fondati Continua »

La Redazione La Redazione - 1 aprile 2015

Quando l’inadempimento della mandante giustifica il recesso per giusta causa

Una sentenza della Cassazione dà ragione ad un nostro collega

La valutazione della gravità dell’inadempimento ai fini dell’eventuale recesso per giusta causa è sempre fonte di contestazione fra aziende preponenti ed agenti. Anche per gli addetti ai lavori non è sempre facile individuare con certezza comportamenti e/o inadempimenti che, con sicurezza, possano essere considerati di una tale gravità da giustificare il recesso in tronco di una delle parti. Se è pacifico che il mancato versamento dei contributi previdenziali o la sistematica violazione dell’esclusiva siano comportamenti tali da legittimare un recesso per giusta causa, sono molte le condotte che rimangono in una linea d’ombra e che spesso inducono, prudentemente, i consulenti Continua »

La Redazione La Redazione - 27 marzo 2015

Ritenute d’acconto in misura ridotta, possibile la comunicazione via pec

Il Decreto semplificazioni introduce la facoltà di inviare anche tramite pec la dichiarazione per usufruire della ritenuta d’acconto in misura ridotta, ovvero commisurata al 20% dell’importo delle provvigioni stesse, per i soggetti che percepiscono provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento che nell’esercizio della propria attività , si avvalgono in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi. Un decreto ministeriale detterà la relativa disciplina di attuazione, ma viene introdotta la facoltà di inviare la dichiarazione in oggetto anche tramite casella di posta elettronica certificata e tale comunicazione avrà validità Continua »

La Redazione La Redazione - 2 marzo 2015

Come calcolare l’anzianità di un rapporto ai fini del preavviso

Come devo calcolare il preavviso? La situazione per molti non è chiara e necessità di precisazioni specialmente in relazione al momento da prendere in considerazione per valutare l’anzianità del rapporto. Un agente monomandatario che lavora da 8 anni con un’azienda e che ha ricevuto disdetta chiede per esempio se ha diritto ad un preavviso di 6 mesi (come dice l’azienda) o di 8 mesi dal momento che quando il rapporto terminerà avrà maturato un’anzianità di 9 anni (9 anni e 3 mesi per la precisione). In realtà l’operato dell’azienda è corretto ed il termine di preavviso spettante nel caso di Continua »

La Redazione La Redazione - 20 febbraio 2015

La mandante deve conoscere quali sono gli altri mandati di un proprio agente?

Ci chiedono spesso se le aziende possano richiedere all’agente (plurimandatario) di fornire una dichiarazione sull’esistenza di altri mandati e la tipologia di prodotti per cui svolgono attività promozionale. Come è noto un agente plurimandatario può avere rapporti con più di una preponente e, normalmente, non è tenuto a fornire alcuna informazione in merito ai mandati in essere con altri soggetti. Può però accadere che alcune aziende vogliano conoscere i mandati in essere o che l’agente sottoscrive nel corso del rapporto, se tale richiesta è stata prevista e regolamentata dal contratto che l’agente ha sottoscritto (o da qualche successiva variazione contrattuale), l’agente Continua »