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La Redazione La Redazione - 18 Marzo 2014

Enasarco, azione di responsabilità nei confronti dell’ex direttore generale Maggi

L’Usarci, dalle cui fila proviene l’ex D.G., cosa dice?

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L’Enasarco è nuovamente sotto la luce dei riflettori della stampa nazionale. Un articolo pubblicato il 15 marzo u.s. su Plus24, il supplemento settimanale de Il Sole24Ore, a firma Vitaliano D’Angerio, (puoi trovarlo nella sezione “Rassegna” di questo Portale) ci informa che la Corte dei Conti ha inviato la Guardia di Finanza presso la sede della Fondazione per avere dei chiarimenti sulla questione relativa alla cessione della richiesta di rimborso a suo tempo effettuata da Enasarco a favore della società Elliott Management.

Per capire occorre fare un ulteriore passo indietro e tornare a parlare del “famigerato” fondo Anthracite del valore di 780 milioni di Euro sottoscritto dalla Cassa previdenziale e garantito dalla Lehman Brothers.

Successivamente al fallimento della banca d’affari, Enarsarco sostituì la garanzia dalla stessa offerta con altre garanzie fornite da altri istituti di credito. Il costo di tale operazione quantificato in quasi 62 milioni di dollari fu posto in capo alla Lehman Brothers. La Fondazione poi ha ceduto tale credito appunto  alla Elliott Management (società che opera nel campo degli hedge found). Purtroppo il liquidatore svizzero della Lehman Brothers non ha riconosciuto il credito e la Elliott Management lo ha quindi restituito all’Enasarco in forza di una clausola di retrocessione prevista nel contratto, ma di cui, pare nessuno (advisor dell’operazione, Direttore Generale, Direttore del servizio Finanza) aveva informato il Consiglio di Amministrazione dell’Enasarco.

Sempre fonti Enasarco – così viene riportato nell’articolo – fanno sapere che si tratta di questione ampiamente illustrata nel bilancio 2012 della Fondazione  e che è stata tra i motivi che hanno fatto scattare l’azione di responsabilità sia nei confronti del Direttore Generale Carlo Maggi, sia nei confronti del Responsabile della finanza Marco Vito.

Il dato certo che emerge è che decisioni economicamente rilevantissime per la vita di un ente previdenziale sono state prese sulla base di dati e informazioni che, per essere buoni, definiremo incomplete e superficiali. La colpa sarà solo dei soggetti attualmente oggetto dell’azione di responsabilità o anche di altri? Anche laddove tutti gli errori (anche qui per usare un termine “neutro”)  fossero addebitabili alle persone ormai allontanate dalla gestione dell’Ente, è proprio sicuro che nessuno debba rispondere (almeno moralmente, politicamente e sindacalmente) del fatto di averli messi nei posti di potere che per anni hanno ricoperto?

Noi gradiremmo sul punto una chiara presa di posizione dell’Usarci sul tema visto che il dott. Maggi proviene dal Caf Usarci di Torino e all’atto della sua nomina c’è chi ricorda le molte perplessità da più parti avanzate a causa della mancanza nel curriculum vitae del prescelto di una adeguata esperienza. Più interessante ancora sarebbe sapere sempre dall’Usarci – ed in particolare da chi siede nel cda Enasarco, ovverosia Antonello Marzolla  ed Umberto Mirizzi –  chi debba “pagare i danni” o se invece debbano essere sempre gli agenti di commercio a rimetterci per scelte gestionali che si commentano da sole, assunte oltretutto da chi non viene scelto dalla Categoria attraverso quelle elezioni che invece tutte le altre Casse privatizzate indicono periodicamente a garanzia di democraticità e che noi da anni chiediamo.

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