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La Redazione La Redazione - 6 marzo 2012

Chiesto un nuovo commissariamento per Enasarco

In caso di accertate irregolarità nella composizione del CdA

Riportiamo un ampio stralcio dell’interrogazione parlamentare n. 4-06948 presentata da Perduca e Poretti (PD) lo scorso 28 febbraio 2012, ai Ministri dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali sulla gestione del patrimonio immobiliare Enasarco e sulla governance dell’ente. Secondo i firmatari “(…) Sono risultate assolutamente erronee le classificazioni catastali delle costruzioni facenti parte del patrimonio immobiliare in esame, avendo nella maggior parte dei casi caratteristiche tipiche dell’edilizia economica e popolare con categoria catastale A/4 mentre tutti gli immobili risultano accatastati A/2 (…) tale circostanza comporterebbe un aumento ingiustificato del patrimonio immobiliare con indicazioni anche errate nei relativi bilanci dell’ente, con gravissimi danni anche per le pensioni degli iscritti” (…) “Enasarco, dopo aver fatto ricorso a rischiosissimi investimenti finanziari pari a 1,5 miliardi di euro, di cui 780 milioni nel fondo “Anthracite” delle isole Cayman, garantiti dalla Lehman Brothers, ora, per colmare le gravose perdite, propone la dismissione dell’intero patrimonio immobiliare; il Ministero del lavoro, in qualità di organo vigilante, ha indicato – con nota prot. n. 6192 del 14 giugno 2011, al Presidente della Fondazione, le 8 associazioni sindacali degli agenti e rappresentanti di commercio maggiormente rappresentative, includendo tra esse la Cisal Federagenti; l’attuale consiglio d’amministrazione, insediatosi il 20 luglio 2011, non è stato validamente costituito poiché privo del rappresentante di questa organizzazione sindacale; risulta altresì che per tali violazioni sono stati proposti: 1) un ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo del Lazio, chiedendo di annullare il provvedimento di nomina del consiglio d’amministrazione per accertare il diritto della Federagenti a designare il proprio componente nello stesso; 2) una denuncia penale in data 20 luglio 2010 nei confronti del presidente Boco, ad oggi pendente presso la Procura della Repubblica di Roma; il consiglio d’amministrazione irregolarmente costituito ha proceduto ai sensi dell’art. 5 dello statuto della fondazione in data 20 luglio 2011 alla nomina del presidente Brunetto Boco; anche in tal caso non può non rilevarsi la violazione dell’art. 8 dello statuto, dove si prevede che l’esercizio delle professione sia requisito essenziale per essere nominato membro del Consiglio di amministrazione e quindi Presidente (art. 5 dello statuto); l’art. 17 dello Statuto prescrive che “Ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera b), del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, il requisito di professionalità è ritenuto esistente nei soggetti appartenenti alla categoria degli agenti e rappresentanti di commercio, anche in stato di quiescenza”; il signor Brunetto Boco, non rivestendo la qualità di rappresentante di commercio, né in servizio né in pensione, nominato quale rappresentante degli agenti e rappresentanti di commercio della UIL-Tucs, non poteva essere eletto consigliere e conseguentemente Presidente, circostanze che sono riconducibili a giudizio degli interroganti alle ipotesi di gravi violazioni di legge contemplate nell’art. 2, comma 6, del decreto legislativo n. 509 del 1994 che comportano il commissariamento dell’ente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno: 1) attivarsi con iniziative di competenza al fine di sollecitare immediatamente, previa sospensione della dismissione del patrimonio di Enasarco, l’intervento della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP); 2) assumere le necessarie iniziative affinché siano rimossi i componenti eventualmente ritenuti illegittimi a seguito di specifico accertamento del consiglio d’amministrazione Enasarco per l’esclusione di una delle organizzazioni maggiormente rappresentative, pena la nullità della composizione del consiglio d’amministrazione poiché composto in violazione dell’art. 8, comma 1, lett. a), dello statuto; 3) accertare se l’elezione del Presidente di Enasarco Brunetto Boco (ai sensi dell’art. 5, comma 1, dello statuto) sia avvenuta in violazione degli artt. 8, comma 1, lettera a), e 17 dello statuto della fondazione, con conseguente invalida costituzione del consiglio d’amministrazione dell’ente, ed eventualmente attivarsi affinché l’incarico sia revocato; se tali gravi violazioni venissero confermate, se il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ritenga, ai sensi dell’art. 2, comma 6, del decreto legislativo n. 509 del 1994, di concerto con i Ministri di cui all’art. 3, comma 1, di nominare un commissario straordinario con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente, pena i gravissimi danni economici per l’ente stesso; se il Governo ritenga opportuno accertare e verificare tramite le Agenzie del territorio competenti la reale rispondenza delle categorie catastali degli immobili di proprietà di Enasarco a quelle denunciate dallo stesso ente; se ritenga di voler, altresì, considerare se non sia opportuno far confluire tutti gli enti privatizzati di cui al decreto legislativo n. 509 del 1994 con i relativi patrimoni immobiliari nell’INPS, così come avvenuto per INPDAP e ENPALS, in modo da poter tutelare gli iscritti beneficiari dei trattamenti pensionistici.”

Le circostanze descritte da questa interrogazione circa l’attuale composizione del cda Enasarco sono state recentemente oggetto anche di ulteriori interrogazioni da parte di Costa (PDL) lo scorso 27 luglio 2011 e di Piffari (IDV) in data 3 agosto 2011.