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La Redazione La Redazione - 27 maggio 2009

Interrogazione parlamentare di Lannutti (IDV)

Presentata il 26 maggio 2009 sulla necessità dell'elezione diretta del cda Enasarco da parte degli iscritti all'Ente
LANNUTTI – Ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze – Premesso che:

la Fondazione Enasarco è un organismo di diritto privato che persegue finalità di pubblico interesse nel settore della previdenza obbligatoria, dell’assistenza, della formazione e qualificazione professionale degli agenti e rappresentanti di commercio;

la Fondazione è affidata attualmente alla gestione di un Consiglio di amministrazione rappresentativo delle associazioni sindacali degli agenti di commercio e delle organizzazioni delle ditte mandanti firmatarie degli accordi economici collettivi;

la Fondazione ha autonomia gestionale ed è soggetta al controllo del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze anche attraverso i rappresentanti presenti nel Consiglio di amministrazione e nel collegio sindacale;

la Fondazione conta circa 480 dipendenti e attualmente gestisce la contribuzione di circa 350.000 agenti e rappresentanti di commercio. I versamenti vengono effettuati dalle ditte mandanti, che sono circa 100.000. Oltre a erogare più di 100.000 pensioni (vecchiaia, invalidità e superstiti), la Fondazione Enasarco gestisce un patrimonio immobiliare il cui valore è stimato in circa 3,25 miliardi di euro;

la Fondazione Enasarco si regge sui versamenti obbligatori degli agenti e rappresentanti di commercio ed eroga una previdenza aggiuntiva a quella dell’Inps; questa forma di previdenza è obbligatoria per cui la categoria degli agenti e rappresentanti di commercio è l’unica in Italia e in Europa a vedersi costretta a versare due contribuzioni obbligatorie senza poter scegliere il gestore della propria previdenza complementare a causa del disposto dell’art. 36 del Regolamento delle attività istituzionali di Enasarco che rende l’ipotesi impercorribile;

la Fondazione, inoltre, non riconosce alcuna prestazione ai cosiddetti “silenti”, i 100.000 iscritti che, pur avendo versato almeno cinque anni di contributi, non hanno raggiunto i requisiti per la pensione e si vedono incamerare le somme versate non potendole trasferire in altri fondi;

nel Consiglio di amministrazione della Fondazione risultano presenti soggetti privi dei requisiti statutari perché non hanno svolto l’attività di agenzia e rappresentanza commerciale mentre la nota di trasmissione del decreto16 marzo 2006 del Ministero del lavoro, recante “Approvazione di modifiche statutarie della fondazione Enasarco” precisa che ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera d), del decreto legislativo n. 509 del 1994, il requisito di professionalità è ritenuto esistente nei soggetti appartenenti alla categoria degli agenti e rappresentanti di commercio, anche in stato di quiescenza;

il Consiglio di amministrazione della Fondazione è stato costituito violando le indicazioni del Ministero del lavoro circa le associazioni che hanno titolo a designare gli amministratori, nonostante il Ministero, con nota ufficiale dell’8 ottobre 2001, avesse precisato che la scelta delle otto organizzazioni sindacali risultate maggiormente rappresentative su base nazionale degli agenti e dei rappresentanti di commercio veniva notificata per i provvedimenti conseguenti e “non al fine dell’attribuzione a codesto Ente Vigilato di un potere di estromissione di taluna delle Organizzazioni Sindacali così individuate dallo scrivente quali maggiormente rappresentative su base nazionale”;

l’elezione diretta degli amministratori da parte della categoria non è stata ancora attuata nonostante il preciso impegno assunto, nel maggio 2007, con l’accordo programmatico, sottoscritto presso il Ministero del lavoro dalle parti sociali presenti nella Fondazione proprio su iniziativa dell’allora Ministro on. Damiano;

considerato inoltre che:

le risultanze del bilancio tecnico della Fondazione evidenziano l’impossibilità di allinearsi a quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2007 in tema di sostenibilità finanziaria minimo trentennale a tutela degli iscritti alle casse privatizzate e la espone al commissariamento ex decreto legislativo n. 509 del 1994;

la Fondazione, nel tentativo di risanare il forte squilibrio finanziario, ha deciso di procedere alla vendita dell’intero patrimonio immobiliare; nelle dismissioni immobiliari, la Fondazione garantirà uno sconto fino al 37 per cento del valore dell’immobile agli attuali conduttori;

alcune recenti indagini giornalistiche e televisive, quali quelle condotte dal “Corriere della Sera”, da “Il Sole-24 ore”, da “L’Espresso”, ed ancora dalla trasmissione “Ballarò″, fanno emergere un quadro allarmante della gestione del patrimonio immobiliare che avrebbe favorito, in modo preponderante, alcuni consiglieri di amministrazione e alti dirigenti della Fondazione, nonché amici, parenti e società loro vicine, cui sarebbero stati affittati negli ultimi due/tre anni numerosi immobili ad uso residenziale a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato, compresi gli appartamenti di maggiore prestigio, mentre agli agenti e rappresentanti di commercio che danno vita e sostanza alla Fondazione verrebbe lasciata una parte del tutto residuale del patrimonio immobiliare (circa il 4 per cento dell’inquilinato sarebbe composto da agenti);

numerosi atti di sindacato ispettivo già depositati in Parlamento, nonché migliaia di lettere pervenute a tutti i Gruppi parlamentari da parte degli iscritti alla Fondazione riuniti in comitati, hanno denunciato quanto riportato in premessa chiedendo ai Ministeri vigilanti e alla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza sociale l’adozione urgente di provvedimenti tesi a fare chiarezza e trasparenza in merito alla gestione della Fondazione Enasarco e, in primis, in merito all’elezione diretta degli amministratori da parte della categoria;

precedenti atti di sindacato ispettivo presentati da alcuni parlamentari dell’Italia dei Valori hanno già richiesto al Ministero in indirizzo chiarimenti circa la situazione del patrimonio mobiliare alla luce della vicenda Lehman Brothers e delle risultanze della relazione dell’ex commissario straordinario Pollastrini che hanno evidenziato responsabilità ed omissioni gravi da parte degli amministratori, della dirigenza e di chi aveva l’obbligo del controllo,

si chiede di sapere:

quali iniziative si intendano assumere per garantire un’oculata e corretta gestione della Fondazione Enasarco e per recuperare l’eventuale danno patrimoniale arrecato alle casse della Fondazione da decisioni contrarie ai principi della buona amministrazione, che nel tempo hanno rischiato di arrecare danni nei confronti degli assistiti che, di fatto, sono i legittimi proprietari dell’intero patrimonio dell’ente;

quali accertamenti si intendano effettuare per garantire agli iscritti che la vendita del patrimonio immobiliare, finalizzata al reinvestimento della conseguente liquidità, non sia soggetta a rischi speculativi, specialmente in un momento di estrema volatilità del mercato finanziario e della prevista forte perdita di valore degli immobili che potrebbe rischiare di far fallire l’intera operazione di dismissione, con grave pregiudizio nei confronti degli agenti e rappresentanti di commercio;

quali provvedimenti si intendano adottare per garantire il pieno rispetto dello statuto della Fondazione, sia nel procedimento di costituzione del Consiglio di amministrazione, sia nel possesso da parte degli amministratori dei requisiti richiesti dalle norme a pena di decadenza;

come si intenda procedere per dare attuazione, nel più breve tempo possibile, al citato accordo sottoscritto il 10 maggio 2007, tra il Ministro del welfare e le parti sociali, per definire una procedura democratica per il rinnovo del Consiglio di amministrazione, anche al fine di scongiurare la liquidazione della Fondazione e dare garanzia di maggiore trasparenza e controllo sostanziale, anziché meramente formale, alla gestione commissariale;

quali iniziative legislative si intendano adottare per garantire agli iscritti all’Enasarco l’applicazione del principio della portabilità totale dei contributi in altri fondi di previdenza complementare già costituiti o costituendi, liberamente scelti dai diretti interessati. (4-01549)”

Per Federagenti è assolutamente necessaria l’elezione diretta dei membri del cda Enasarco da parte degli iscritti alla Cassa, sia per una gestione democratica e trasparente dell’ente sia per la necessità di verificare quali siano le associazioni di Categoria con più seguito.