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Luca Gaburro Luca Gaburro - 6 giugno 2012

Sulle dismissioni immobiliari chiesto l’intervento del Governo

Una Mozione Pdl presentata in Parlamento interessa anche l'Enasarco

In relazione alle problematiche connesse alla gestione ed alienazione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali costituito da oltre 100.000 unità immobiliari di cui il 90 per cento circa ad uso abitativo, che ha presentato tutta una serie di criticità sia sotto l’aspetto finanziario, sia sotto l’aspetto sociale con situazioni di evidenti disparità anche fra gli stessi inquilini, a seconda che l’immobile alienato fosse di proprietà di enti pubblici o enti per i quali fosse, nelle more, intervenuta la privatizzazione ex L. 509/94, nel corso della seduta  dello scorso 5 giugno 2012 gli On. De Angelis e Corsaro (PDL) hanno presentato una mozione per impegnare l’esecutivo ad assumere nel più breve tempo possibile una serie di iniziative con l’obiettivo di:

- chiarire il quadro normativo che regola il processo di privatizzazione degli enti previdenziali ed, in particolare, le procedure di dismissione degli immobili pubblici;

- eliminare eventuali profili di incostituzionalità nelle procedure di dismissione in atto;

- intervenire affinché tali procedure di dismissione non si pongano in contrasto con la normativa europea che, nell’elencare le categorie di organismi di diritto pubblico, include espressamente in tale novero tutti gli enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e assistenza nonché per garantire, comunque, agli inquilini maggiori tutele e prezzi più equi sia nelle vendite che negli affitti, in particolare rafforzando concretamente il principio del loro diritto di prelazione sancito anche con L. 410/01;

- sospendere, fino a quando il quadro normativo non sia stato chiarito, le dismissioni delle eventuali unità abitative già regolarmente abitate da conduttori titolati, al fine di garantire il pieno e concreto diritto di prelazione per gli inquilini degli immobili interessati da tali procedure;

- intervenire affinché non si proceda, in sede di rinnovo contrattuale, fino a quando il quadro normativo non sia stato chiarito, ad aumenti del canone di locazione, oltre quelli dovuti per il solo aggiornamento connesso alla variazione accertata dall’Istat.