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La Redazione La Redazione - 5 Marzo 2014

Le proposte per il rilancio della Categoria

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Il Consiglio Direttivo della Federagenti, in vista delle ipotizzate riforme della fiscalità delle piccole e medie imprese e più in generale di una diversa attenzione verso il lavoro autonomo, ha recentemente presentato all’Esecutivo ed ai Partiti politici tutta una serie di interventi a sostegno della categoria, tra cui in particolare

A livello fiscale:

–              L’innalzamento dei limiti di deducibilità per l’autovettura ad almeno € 40.000,00 (ferma dal 1° gennaio 1998 a 25.822,00);

–              Il riconoscimento di benefici fiscali per la categoria in tema di carburanti;

–              L’adozione del c.d. «bollino» europeo per il pagamento del pedaggio autostradale;

–              L’abolizione degli Studi di settore. Strumento a nostro avviso non solo inutile – le fatture delle provvigioni emesse dagli agenti di commercio verso le case mandanti costituiscono per queste ultime un elemento di costo interamente deducibile, eliminando in tal modo alla fonte qualsiasi rischio di evasione – ma anche dannoso perché costituisce motivo di continuo contenzioso rispetto a previsioni sulla carta ormai contraddette dalla recessione che limita fortemente la capacità di guadagno dell’agente/rappresentante di commercio;

–              L’abolizione della assoggettabilità ad Irap per agenti operanti in forma individuale, tramite apposita norma di legge. Ciò consentirebbe l’annullamento di un contenzioso che attualmente grava inutilmente sulle spalle sia del Fisco che della categoria,  alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali;

A livello di sostegno al reddito:

–              Un sussidio di disoccupazione per gli agenti che perdono tutti i mandati di agenzia, erogato da Enasarco  attraverso i «contributi di assistenza» versati dalle mandanti e dagli agenti costituiti in società di capitali.

A livello previdenziale:

–              La confluenza dell’Enasarco in Inps. Il versamento della somma dei contributi Inps ed Enasarco  in una unica gestione Inps appositamente creata consentirebbe la totalizzazione dei contributi per gli agenti con almeno 5 anni di contributi versati (oggi negata) e un notevole risparmio nei costi di gestione, con benefici riflessi sulle pensioni stesse.

A livello normativo:

–              una esatta definizione dell’agente e rappresentante di commercio,  in grado di risolvere i problemi di inquadramento (imprenditore, lavoratore autonomo o parasubordinato)  nonché eliminare ogni dubbio in campo fiscale e previdenziale;

–              una maggior tutela del monomandatario di fatto.

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